
I raccoglitori di palline da tennis fanno parte del panorama dei grandi tornei. Presenti su ogni campo, garantiscono la fluidità del gioco recuperando le palline tra i punti. Il loro ruolo è visibile, codificato e fisicamente impegnativo. La questione della loro remunerazione torna ogni anno in occasione di Roland-Garros, e la risposta sorprende spesso il grande pubblico.
Stato giuridico dei raccoglitori di palline in Francia
A Roland-Garros, i raccoglitori di palline (chiamati anche « ballos ») sono minorenni di età compresa tra i 12 e i 16 anni. La loro attività si inserisce in un quadro federale di volontariato, non in un contratto di lavoro. I raccoglitori di palline a Roland-Garros non sono retribuiti.
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Questa situazione si spiega con il regime del lavoro minorile negli spettacoli. Questo quadro legale impone un’autorizzazione individuale rilasciata dalla commissione dipartimentale, con durate massime di lavoro molto rigorose per i minori di 16 anni. Stabilire un vero contratto di lavoro per circa 300 minorenni mobilitati durante un torneo di due settimane sarebbe giuridicamente e amministrativamente molto gravoso.
Numerosi articoli di stampa tornano regolarmente su lo stipendio di un raccoglitore di palline da tennis cercando di districare le idee preconcette. Il termine « stipendio » è peraltro fuorviante: poiché non ci sono né contratto né busta paga, non si può parlare di stipendio in senso stretto.
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I ballos ricevono invece un equipaggiamento sportivo completo (uniforme, scarpe), pasti sul posto per tutta la durata del torneo e un accredito che consente loro di accedere ai campi. Queste contropartite materiali non costituiscono una retribuzione ai sensi del codice del lavoro.

Selezione e formazione dei ballos a Roland-Garros
La Federazione francese di tennis ha strutturato un percorso di selezione pluriennale che assomiglia di più a un percorso sportivo federale piuttosto che a un reclutamento classico. Il processo inizia a livello regionale, molto prima del torneo stesso.
- Selezioni regionali identificano i candidati tra i giovani tesserati di età compresa tra i 12 e i 16 anni, sulla base di criteri di agilità, concentrazione e conoscenza delle regole del tennis.
- I pre-selezionati partecipano a uno stage intensivo di circa quattro giorni durante le vacanze scolastiche, dove apprendono i movimenti codificati, la tecnica del rotolamento della pallina e la coordinazione di squadra.
- Solo una frazione dei partecipanti viene infine selezionata per operare sui campi di Roland-Garros durante la quindicina.
Questo percorso federale spiega perché lo stato di raccoglitore di palline si avvicini di più a un attività di volontariato regolata dalla federazione piuttosto che a un lavoro stagionale. I giovani che partecipano lo fanno prima di tutto per l’esperienza sportiva e la vicinanza ai giocatori professionisti.
Retribuzione dei raccoglitori nei tornei all’estero
La situazione francese non è universale. Nel circuito professionale internazionale, le pratiche variano a seconda dei tornei e dei paesi.
All’US Open, ad esempio, i raccoglitori di palline possono essere adulti, e alcuni tornei americani offrono una compensazione oraria. Il modello economico dipende dal diritto del lavoro locale e dalla politica di ciascun organizzatore. I grandi tornei del Grande Slam non applicano tutti le stesse regole.
Al contrario, il modello di Roland-Garros (minorenni volontari formati dalla federazione) rimane comune nel tennis europeo. Wimbledon funziona su un principio simile, con giovani selezionati e formati senza contratto di lavoro.
Questa diversità di stati rende difficile qualsiasi confronto globale. I feedback sul campo divergono su questo punto: a seconda dei tornei, un raccoglitore di palline può essere un volontario di 13 anni o uno studente retribuito di 20 anni.

Il dibattito sulla riqualificazione in lavoro sommerso
Negli ultimi anni, si sono alzate voci nel mondo giuridico e sindacale per mettere in discussione l’assenza totale di retribuzione per i ballos. L’argomento riguarda il divario tra le enormi somme versate ai giocatori in premi e il volontariato imposto ai raccoglitori.
Alcuni giuristi pongono la questione di una riqualificazione in lavoro sommerso se i compiti svolti dovessero essere considerati come una prestazione professionale. I raccoglitori rispettano indicazioni precise, orari imposti e una gerarchia sul campo. Questi elementi assomigliano, sulla carta, ai criteri del legame di subordinazione tipico del contratto di lavoro.
I dati disponibili non consentono di concludere che questa riqualificazione avrà mai luogo. Nessun contenzioso di questo tipo è stato portato davanti ai tribunali francesi fino a questo punto. L’argomento della federazione rimane che l’attività rientra nel quadro associativo e sportivo, non in una relazione datore di lavoro-dipendente.
La questione è anche politica. Lo sport professionale francese si basa su un tessuto di volontari (arbitri regionali, accompagnatori, raccoglitori) il cui stato non retribuito è raramente contestato finché l’attività è percepita come formativa. Il dibattito emerge quando i ricavi dello spettacolo raggiungono livelli che rendono difficile giustificare il volontariato.
Raccoglitore di palline nella vita quotidiana: cosa richiede davvero il ruolo
Sul campo, un raccoglitore di palline non si limita a correre dietro a una pallina persa. La funzione richiede una preparazione fisica reale, una capacità di concentrazione su partite che durano talvolta diverse ore e una resistenza alle condizioni meteorologiche (calore, pioggia).
- I movimenti sono coreografati: ogni posizione sul campo corrisponde a un ruolo preciso (rete, fondo campo), con rotazioni regolari.
- Il raccoglitore deve anticipare la traiettoria della pallina e la direzione del servizio, senza disturbare il giocatore né entrare nel suo campo visivo al momento sbagliato.
- La pressione è accentuata dalla presenza delle telecamere e del pubblico: ogni errore è visibile in diretta in televisione.
Per i giovani selezionati, questa esperienza rappresenta spesso un ricordo significativo del loro percorso sportivo. Ma non porta a nessuna carriera professionale diretta. Essere raccoglitore di palline rimane un’attività occasionale, non retribuita e senza seguito contrattuale.
Il tema dello stipendio dei raccoglitori di palline da tennis in Francia si riassume quindi in un paradosso stabile: una funzione visibile, impegnativa e regolata, svolta gratuitamente da minorenni in un contesto economico in cui i flussi finanziari del tennis professionale si contano in milioni di euro. Finché il quadro giuridico attuale rimane in vigore, questa situazione ha poche probabilità di cambiare.